Dal gusto dolce e delicato, erede della tradizione olearia e gastronomica ligure, ottenuto unendo all'Olio di Oliva raffinato un'alta percentuale di olio extra vergine di oliva.*composto di oli raffinati e oli di oliva vergini
Selezione confezione:
Formato:
Confezione:
BT - 24 bottiglie
BV - 12 bottiglie
BF - 6 bottiglie
Prezzo:
€ 143,80 € 141,90 (al litro € 5,92 )€ 74,60 (al litro € 6,22 )€ 42,50 (al litro € 7,09 )
Quantità:
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Totale: Label Totale
L'Olio di Oliva* Tradizionale ha un odore delicato, dal profumo di oliva. Il Sapore è dolce, amabile, fragrante. Il colore è giallo oro con delicati riflessi verdi.
L'olio si conserva per 24 mesi dalla data di imbottigliamento. Se però l'olio è scaduto di recente, sia pure da qualche mese, ma conservato secondo le regole già prescritte nella scheda dell'olio extra vergine, può essere tranquillamente utilizzato. Infatti la scadenza è stata imposta per legge, non tanto per chi come noi ha sempre venduto direttamente al consumatore e quindi fornito olio fresco dell'annata, ma piuttosto per coloro che vendono in negozi, dove può succedere che le confezioni restano a lungo in esposizione e il Cliente, ignaro, che crede di acquistare olio fresco, acquista in realtà un olio di vecchia data. Noi comunque consigliamo sempre di aprire la confezione scaduta ed assaggiare l'olio prima di usarlo: se risulterà ben accetto al palato, che in proposito è il miglior giudice, si può consumare con tutta tranquillità; se si dovesse invece percepire l'inconfondibile sapore di rancido, allora è bene non consumarlo.
"...la Cliente dopo aver ordinato si complimenta per l'Olio di Oliva* Tradizionale, veramente perfetto e superiore a qualsiasi altro ."
"...la Cliente si complimenta per la bontà dell'Olio di Oliva che conosce ed apprezza ormai da anni ."
"...la Cliente telefona per complimentarsi con i Signori Carli per la qualità del nostro Olio di Oliva ."
Come è fatto l'Olio di Oliva* Tradizionale Carli?
L’olio di oliva è ottenuto solo ed esclusivamente dalle olive.
Quando in frantoio si ottiene un olio vergine che presenta delle imperfezioni nell’aroma, nel sapore e nell’acidità le quali lo rendono inadatto ad essere consumato tal quale, esso viene liberato da tali imperfezioni mediante la raffinazione; dopodiché per legge è definito olio di oliva raffinato.
L’Olio di Oliva* Tradizionale Carli contiene una percentuale molto elevata di olio extra vergine e per questo può essere usato non solo in cucina, ma anche a crudo in tavola per il suo buon sapore.
Che cos'è l'acidità dell'Olio di Oliva?
L’olio di oliva è formato nella sua quasi totalità da gliceridi, cioè glicerina con acidi grassi a lunga catena.
Tuttavia, in seguito a processi in parte naturali e in parte dovuti a fermentazione che si verificano soprattutto su olive troppo mature, non sanissime, colte con sistemi che le hanno danneggiate e lavorate in modo approssimativo, con scarsa attenzione alla pulizia, il gliceride si scinde e l’acido grasso resta libero.
La percentuale di questi acidi liberi determina l’acidità. E’ evidente che con l’aumento del grado di acidità la qualità dell’olio viene modificata ed il valore commerciale ridotto.
E’ bene ricordare inoltre che l’acidità di per sé non è avvertibile al palato e non deve confondersi con fenomeni organolettici quali l’asprigno, il pizzicore, il fruttato, che spesso sono caratteristici di oli freschissimi, molto sani e dunque dall’acidità bassissima.
È meglio l'Olio di Oliva o l'Olio Extra Vergine di Oliva?
L’olio di oliva è indicato sia per cucinare che per condire a crudo, perciò, desiderando un tipo solo di olio, l’olio di oliva è perfetto.
Tra l’altro l’Olio di Oliva* Tradizionale Carli è ricco di profumo perché ricco di extra vergine: pertanto soddisfa anche nelle insalate, nei pinzimoni... oltre che nelle fritture e nelle altre pietanze cotte.
Senza dubbio l’extra vergine nelle insalate, a crudo, nell’uso in tavola è superiore perché più fragrante, più ricco di profumo: condisce di più. Per questo può essere usato in minor quantità (e risparmiare) rispetto al primo.
L’extra vergine, inoltre, è un prodotto molto saporito, dal gusto deciso e il Cliente, abituato all’olio di oliva, spesso lo trova un po’ forte.
Gli Oli di semi sono più leggeri degli Oli d'Oliva?
Molto spesso sentiamo qualcuno affermare che gli oli di semi sono più "leggeri" dell’olio di oliva, ma non c’è niente di più sbagliato. Questa affermazione è sicuramente dovuta a particolari messaggi pubblicitari che hanno determinato nel consumatore false convinzioni. L’olio di semi è generalmente un prodotto industriale, estratto con procedimenti chimici e con l’uso di solventi.
Ricerche in materia hanno dimostrato che l’olio di oliva, il cui componente principale è l’acido oleico (monoinsaturo), è apparso il meglio tollerato dallo stomaco. Il nostro stomaco, infatti, per digerire un olio di semi fa uno sforzo notevolmente superiore che a digerire un’uguale quantità di olio di oliva; se poi si tratta di olio di mais lo sforzo è addirittura triplo. Sicuramente gli oli di semi e quelli di oliva si differenziano per molte cose, ma per quanto riguarda l’apporto calorico, cioè la quantità di energia che forniscono al nostro organismo e la quantità di "grasso" che depositano nel nostro corpo, sono perfettamente identici.
Oli di semi e di oliva ci forniscono, infatti, tutti circa nove Kcal. per grammo l’unica differenza è che l’olio di semi è insapore, quindi se ne usa di più, mentre di un buon olio di oliva ne bastano poche gocce.
Il primo elemento che già alla vista ci fa riconoscere un olio di semi da uno di oliva e che può farci facilmente pensare ad una maggiore leggerezza, è il colore molto più chiaro rispetto all’olio di oliva.
Per friggere quale Olio è più indicato?
Certamente l’olio di oliva. Riteniamo che friggere con l’extra vergine sia uno spreco inutile. Infatti se preferiamo l’extra vergine in quanto è un prodotto più naturale perché ottenuto con la sola spremitura, una volta che lo abbiamo messo in padella e abbiamo portato la temperatura al grado di "frittura", quest’olio si è alterato né più né meno dell’olio di oliva. Inoltre abbiamo conferito ai cibi che abbiamo messo a cuocere, un gusto più marcato, non sempre piacevole. Cosa diversa è nei minestroni dove la temperatura, trattandosi di ebollizione, non supera i 100 gradi centigradi.
L’olio di oliva è senz’altro il grasso più adatto per friggere in padella e in friggitrice.
La giusta temperatura si riconosce immergendo nell’olio un dadino di pane raffermo: se frigge si può iniziare.
Friggendo non si deve mai superare il cosiddetto "punto di fumo", oltre il quale gli oli si decompongono formando composti tossici per l’organismo. Questa barriera si raggiunge quando gli oli cominciano a "fumare", cioè emettono una nuvoletta bianca.
L’olio deve essere sempre abbondante affinché i cibi vi possano nuotare dentro.
Il cibo va tuffato nell’olio a piccole dosi, in modo che possa rotolare nel condimento e friggere uniformemente da ogni lato. A cottura ultimata deve essere scolato con una schiumarola e posto a perdere l’unto su una carta assorbente.
Nonostante l’olio di oliva resista meglio alla cottura dell’olio di semi, è comunque buona norma igienica non riutilizzare mai gli oli con i quali si è già fritto.
E' normale che l'Olio geli?
Il fenomeno dell’olio gelato è assolutamente naturale e non pregiudica minimamente la qualità del prodotto.
L’olio inizia a gelare intorno ai 10° sopra lo zero, formando dapprima dei puntini biancastri, fiocchetti, velature, un po’ di deposito sul fondo, diventando poi tutto solido dopo una prolungata esposizione al freddo.
Per sgelarlo è necessario anzitutto allentare la chiusura del recipiente per evitare rotture poiché l’olio sgelando, si dilata; collocare quindi il recipiente vicino, ma non troppo, ad un termosifone o ad una stufa accesi finché in breve tempo, l’olio tornerà limpido e fluido.
Stesso risultato si avrà immergendo il recipiente, sempre con chiusura allentata, a bagnomaria in acqua sui 40°, meglio se agitandolo.
Tali trattamenti non pregiudicano assolutamente la qualità dell’olio.
Tenere presente infine che l’olio può risentire dell’esposizione a basse temperature anche in fase di trasporto: il fatto che l’olio geli o non geli, non è assolutamente indicativo della sua genuinità.
Come può essere conservato al meglio l'Olio?
Le condizioni sfavorevoli all’olio di oliva incidono sulla qualità, l’alterazione più importante è l’ossidazione, cioè l’irrancidimento.
I principali fattori che favoriscono questa alterazione sono l’ossigeno, la luce, il contatto con alcuni metalli e gli acidi grassi liberi.
L’olio Carli è sempre confezionato in recipienti nuovi e scrupolosamente puliti. I recipienti usati non vengono accettati di ritorno perché ritenuti non idonei ad essere riutilizzati.
Noi usiamo bottiglie di vetro e recipienti in banda stagnata perché questi materiali permettono una maggiore stabilità delle caratteristiche organolettiche. Le bottiglie, inoltre, sono in vetro verde scuro così da ostacolare la penetrazione della luce e proteggere l’olio dalle radiazioni ultraviolette. Nonostante le precauzioni che già prendiamo noi è necessario che anche il Cliente segua alcuni accorgimenti:
la temperatura di 12/20 gradi è considerata ideale per la conservazione;
la luce solare, diretta o diffusa, accelera l’ossidazione, per cui è meglio riporre la propria scorta in un luogo buio;
è buona norma tenere sempre chiuso ermeticamente il recipiente poiché vi sono animali come topi casalinghi e formiche che sono ghiotti d’olio. Per i primi è necessario tenere chiuso il recipiente con l’apposito tappo controllandone periodicamente l’integrità, per le seconde bisogna fare più attenzione perché spesso escono di notte ed una volta entrate nel recipiente vi cadono senza poterne più uscire;
sconsigliamo di versare il prodotto, se non per l’uso immediato, in oliere trasparenti, di cristallo o simili, in quanto sarebbe meno protetto che nelle apposite lattine e bottiglie in vetro verde.
Per quanto tempo va conservato l'Olio?
La scadenza dell’Olio Carli è di 23 mesi dalla data del confezionamento.
La scadenza è rivolta soprattutto alle aziende che riforniscono i negozi, nei quali può accadere che l’olio rimanga giacente per molti mesi, non certamente per noi che vendiamo direttamente dal produttore al consumatore e forniamo sempre un prodotto freschissimo dell’annata in corso.
Un olio tanto più facilmente irrancidisce quanto maggiore è l’acidità iniziale. Avendo l’olio Carli sempre acidità bassissima, l’irrancidimento naturale è più lento.
Tuttavia l’olio, col passare dei mesi, tende a perdere l’originale fragranza; pertanto è consigliabile non fare provviste esagerate, possibilmente per non più di un anno. Dopo questo periodo l’olio non diventa incommestibile, non fa male, però è meno profumato.