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L'analisi chimica di
un prodotto alimentare riveste un'importanza fondamentale in quanto va
ad esplorare le numerose sfaccettature di un alimento, investigando sulla
sua composizione nutrizionale fino ad arrivare all'identificazione di
componenti utili a stabilirne la genuinità.
Stabilire
se il valore qualitativo di un olio di oliva soddisfi totalmente i nostri
organi di senso è compito di ognuno di noi sulla base delle nostre conoscenze
e delle nostre abitudini alimentari; la valutazione, invece, della genuinità
di un olio è legata alla determinazione di una serie di importanti parametri
chimici rilevati attraverso analisi più o meno complesse. L'olio di oliva
per la sua natura è infatti uno dei prodotti che maggiormente si presta
a sofisticazioni o ancora a contraffazioni con oli di minor pregio; negli
anni sono state messe a punto metodiche analitiche in grado di quantificare
alcuni componenti dell'olio di oliva da utilizzare come indici di
genuinità.
In una goccia di Olio di Oliva
In generale le materie
grasse sono formate da una frazione di natura gliceridica, che ne rappresenta
circa il 90 - 99%, e da un gruppo molto numeroso di microcomponenti: la
frazione non gliceridica o insaponificabile, che ne costituisce lo 0,4
- 5%, ma che in alcuni oli arriva a quote ancor più significative (12%).
La frazione gliceridica è formata dai trigliceridi, digliceridi,
monogliceridi,
acidi grassi liberi e fosfolipidi. I trigliceridi e monogliceridi sono
formati da una molecola di glicerolo cui sono legate rispettivamente tre,
due e una molecola di acido grasso. A seconda della loro origine possiamo
differenziare gli oli in base agli acidi grassi che concorrono a formare
la nostra gocciolina. Ogni acido grasso risulta formato da una catena
di atomi di carbonio cui sono associati ossigeno ed idrogeno; a seconda
del numero di atomi di carbonio presenti distingueremo diversi acidi
grassi:
partendo dall'acido butirrico con quattro atomi di carbonio, tipico del
burro, passando all'acido caprinico, a quello miristico, all'acido
palmitico,
a quello stearico, all'acido oleico, abbondante nell'olio di oliva, al
linoleico, al linolenico, fino ad arrivare ad acidi grassi a catena lunga
come l'acido montanico con ventotto atomi di carbonio, caratteristico
del tessuto adiposo degli animali marini. Gli atomi di carbonio che formano
le catene degli acidi grassi possono essere attaccati gli uni agli altri
da legami semplici o da legami doppi. A seconda che nella catena di atomi
di carbonio siano presenti o meno dei doppi legami, gli acidi grassi si
possono raggruppare in tre differenti categorie. In assenza di doppi legami
avremo i grassi saturi, particolarmente abbondanti nei grassi animali;
se sarà presente un solo doppio legame avremo gli acidi grassi
monoinsaturi,
come l'acido oleico; in presenza di due o più doppi legami nella catena
di carboni individueremo gli acidi polinsaturi, tipici degli oli di semi.
A causa di normali
reazioni chimiche di idrolisi, gli acidi grassi legati al glicerolo possono
da questo allontanarsi e restare liberi nella materia grassa. Questo distacco
causato da differenti fattori, può realizzarsi sia a livello del frutto
o del seme sia nell'olio prodotto; la sua quantificazione risulta essere
un importante parametro per valutare la qualità dell'olio. L'aumento dell'acidità
libera dell'olio è sempre accompagnato da una serie di modificazioni che
portano alla formazione di componenti che determinano un peggioramento
delle caratteristiche organolettiche dell'olio nativo. Ricercare allora
oli che presentino un basso valore di acidità libera significa trovare
prodotti più sani, più facilmente conservabili e che, sicuramente, avranno
caratteristiche organolettiche superiori. Purtroppo non tutti i produttori
riportano in etichetta il valore dell'acidità libera al momento del
confezionamento;
è meglio allora fidarsi di chi lo indica soprattutto quando è inferiore
allo 0,3%.
Tabella
indici chimico-fisici dell'Olio di Oliva.
La tabella presenta alcuni dei principali indici chimico-fisici utilizzati
per la valutazione merceologica degli oli di oliva secondo la normativa
europea.
Se gli acidi grassi
ci aiutano a individuare la differente origine di un olio, nella frazione
non gliceridica incontreremo un gran numero di oligocomponenti che ancora
più a fondo ci guidano in questa direzione. La frazione non gliceridica
è principalmente presente nei grassi vegetali ed è formata da steroli,
cere, vitamine, alcoli, caroteni, clorofille, fenoli, componenti
dell'aroma...
Ognuna di queste famiglie di componenti sarà un valido aiuto per riconoscere
commistioni di oli di semi con l'olio di oliva.
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